Il Museo Diocesano

Il Museo Diocesano, aperto dal 2006, è collocato nei suggestivi sotterranei di Palazzo Lazzarini, antico seminario vescovile della città di Pesaro. Gli spazi espositivi, nella successione di ambienti caratterizzati da inserti murari di epoca romana e medievale integrati nelle fondazioni del palazzo, fanno da scrigno alla preziosa collezione di opere che testimoniano l’evoluzione artistica del territorio nei secoli, dal primo del cristianesimo sino alle soglie del ‘900. Il percorso museale, è articolato nelle due sezioni, archeologica e storico-artistica, che accompagnano il visitatore alla scoperta del patrimonio ecclesiastico proveniente da edifici sacri del territorio, in alcuni casi perduti.
Dall’atrio monumentale del palazzo si accede al museo e una volta scesa la scalinata che conduce alla sezione archeologica, s’incontra la prima sala intitolata al Sarcofago di San Decenzio, raffinato esempio di produzione ravennate degli inizi del VII secolo, con un apparato decorativo che allude al tema dell’eucarestia e della resurrezione cristologica.
Un altro meraviglioso sarcofago, detto di Ginestreto dal luogo del suo rinvenimento, è datato alla metà del VIII secolo, presentando articolate simbologie che occupano l’intera superficie lapidea. Sul fronte manifesta alcune tracce del suo insolito trascorso, poiché venne reimpiegato come abbeveratoio nelle epoche successive. La collezione archeologica include alcuni lacerti musivi provenienti della Cattedrale, appartenenti alla pavimentazione superiore di epoca bizantina e medievale (metà del VI – XIII secolo d. C.), al di sotto del quale si sviluppa quello più antico risalente agli esordi del V secolo d.C.
Spostandosi al piano superiore il visitatore si addentra nella sezione storico-artistica, con la successione delle sale tematiche. All’interno di quella dedicata all’Eucarestia è possibile ammirare la preziosa pisside in avorio, capolavoro assoluto datato al VI secolo d. C. Questo raffinato oggetto liturgico, è ricavato dalla sezione di una zanna di elefante, manifestando una minuziosa decorazione ad intaglio che illustra tre miracoli cristologici lungo la sua superficie.
Altra opera significativa, datata tra la fine del XIV e l’inizio del XV, è la croce lignea, attribuita al Maestro del crocifisso di Pesaro. Realizzata con la tecnica della tempera su tavola, presenta un vivace sfondo rosso sul quale si staglia la figura sofferente di Cristo accompagnato nei laterali dalla Vergine e San Giovanni Evangelista; nella parte sommitale e inferiore si scorgono San Cristoforo e Sant’Antonio Abate.
Oltre a custodire una nutrita selezione di paramenti liturgici, oggetti d’uso quali pissidi, ostensori, calici e numerose opere lignee di matrice devozionale, il museo dedica un intero spazio al secolo XVIII, con particolare riferimento alla figura di Giovanni Andrea Lazzarini: Lazzarini, erudito e architetto, al quale si deve il disegno del palazzo, fu un artista poliedrico che si occupò principalmente di disegno e pittura. Si conservano numerose tele firmate dall’artista, alcune di queste eseguite proprio per il Seminario vescovile.

I mosaici
della cattedrale

La cattedrale intitolata a Santa Maria Assunta riflette una storia millenaria, testimoniata dai suoi molteplici restauri e rifacimenti intervenuti nel corso dei secoli. Mirabile espressione di questo complesso pluristratificato è il grandioso piano pavimentale decorato a mosaici policromi, esteso per oltre 800 mq., che è possibile ammirare attraverso apposite finestrature disposte sulla pavimentazione moderna della chiesa.
La semplice facciata in paramento laterizio, risale alla riedificazione in epoca medievale (1282-1312), conservando l’impianto della basilica di età romanica, con il rosone e gli spioventi successivamente tamponanti con l’innalzamento delle navate laterali nel XIX secolo. Il portale a sesto acuto, fiancheggiato da due lesene in pietra calcarea, è caratterizzato da una leggera strombatura e dalla presenza di una cornice trilobata. Ai lati, vi sono due leoni stilofori databili all’XI-XII secolo che, probabilmente, sorreggevano un tempo le colonne di un pulpito...

La chiesa del nome di dio

Tra le strade secondarie del centro storico, esiste uno scrigno d’arte di straordinaria bellezza, meta imperdibile di ogni viaggiatore che vuole lasciarsi meravigliare da luoghi inaspettati.
Al civico 23 di via Petrucci è ubicata la Chiesa del Nome di Dio, un oratorio rimasto pressoché inalterato dal momento della sua creazione. Qui il visitatore può fare un viaggio a ritroso nel tempo, respirando la stessa atmosfera che caratterizzava quest’ambiente già dal 1636, anno in cui la decorazione dell’aula principale era terminata.
Non si tratta di una chiesa parrocchiale ma di un edificio costruito nel 1577 dalla Confraternita del Nome di Dio, così chiamata poiché i suoi membri si battevano per arginare il pessimo vizio della bestemmia. Tale associazione laica era anche detta Compagnia della Buona Morte; la loro opera caritatevole consisteva nell’offrire un funerale ai poveri e ai giustiziati, dando dignità alle classi sociali più emarginate anche nel delicato momento dell’ultimo respiro.
Varcando il portale d’ingresso progettato da Giannandrea Lazzarini (1763), si rimane impressionati da una scenografia tanto dirompente quanto inattesa, con le monumentali tele ad olio che rivestono completamente il soffitto e le pareti...

Sale museali

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